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Sotto il velo dell’impostura. Di burka, burkini e PornoBurka.

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Nel mezzo di una strada moderna della Barcellona alternativa e diversa, cosmopolita, appare senza complessi, senza rimorsi, senza colpa apparente, senza aver chiesto permesso né averne avuto, né più né meno, un burka. Una donna sotto un burka, sarebbe giusto dire, ma il primo termine non importa. Di donne ce ne sono molte, di burka, no. Un burka sopra una donna scomparsa, inghiottita da una griglia azzurra che incornicia di filigrana gli occhi che non si vedono. Non si vede niente, né le mani, coperte da guanti, né le caviglie, coperte da calzini. Niente e, ciononostante, tutto. Si vede il burka. C’è bisogno di vedere qualcosa di più? […] Un burka. Afghanistan, il nome maledetto o benedetto secondo il lato da cui si guarda, il nome che rimette tutti al loro posto, che scopre chi è chi a migliaia di km dal posto dove ciascuno è qualcosa. Peshawar, i campi profughi, la sodomia, i talebani, l’11 settembre e il Kashmir, strappato dai maledetti indigeni. I pashtun, i patti, Musharraf, la bomba atomica, gli Stati Uniti, l’Iran, un islam o l’altro e ancora più in là. E adesso tutto ricomincia, sta qui in forma di burka. Stai con loro o contro di loro, sei dei nostri o stai fuori?

Brigitte Vasallo, PornoBurka.

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Aprire amori, chiudere frontiere?

Viviamo in un sistema che ci dice che l’arrivo dell’altr@ non è mai una buona notizia, che l’altr@ non ha il diritto di esserci.
Il pensiero monogamo e la xenofobia condividono la paura dell’alterità

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Un pezzo di Brigitte Vassallo pubblicato da Pikara magazine in occasione di San Valentino. Poiché la data, in qualche modo, impone che si parli d’amore, Vassallo coglie l’occasione per “ricordare le implicazioni profonde che comporta l’affermazione del personale come politico e domandarsi fino a che punta arriva il nostro pensiero critico sull’amore.”

Nella traduzione, si è scelto di rispettare la volontà dell’autrice che usa sempre il femminile, anche quando parla di “un altro”, che non è mai un soggetto neutro, né, tanto meno, può avere la pretesa di assurgere a maschile universale. Buona lettura

Il pensiero monogamo

La monogamia non riguarda i numeri, non riguarda la quantità. Se la pensiamo così è per un errore dell’antropologia (eurocentrica ed androcentrica) che l’ha definita in opposizione ad altre forme di relazione senza mai mettere a fuoco le dinamiche, ma solo la quantità delle persone coinvolte. Da questa base affermiamo che la monogamia è costituita da due persone e la non-monogamia da più di due (a meno che siano musulmane, che allora già gli diamo un altro nome e non suona male).  Continua a leggere →

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