Archivi della categoria: moltitudini

Marciate in quanto femministe, non in quanto donne

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All’indomani della Women’s March on Washington di contrasto all’insediamento del presidente Donald Trump, pubblichiamo la traduzione di due interventi di Yasmin Nair, membra e responsabile editoriale di Against Equality, queer challenges to the politics of inclusion, uno pubblicato su Versobooks  e l’altro sul blog personale dell’autrice. La portata e la rilevanza, anche mediatica, della marea rosa (sic!) non può infatti rimuovere le numerose criticità della manifestazione, priva di un’agenda femminista e costruita su slogan di matrice neoliberale, che si pongono in continuità con il processo di depoliticizzazione e di addomesticamento del femminismo attuato dall’Onu a partire dagli anni Settanta Continua a leggere →

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White god. Sinfonia per oppressi di ogni specie

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Per Balto e Tobia, che mi hanno insegnato a comunicare con gli occhi, le orecchie e la coda e che ogni giorno mi aiutano a costruire relazioni transpecie

Pezzi di carne e sangue, macellerie e macellai ovunque. Il cadavere di una mucca squartata e sezionata per l’ultimo verdetto, si va bene, è adatta per il consumo umano, il sangue che macchia sia il candore della camicia del veterinario sia il pelo dei cani da combattimento, le ginocchia sbucciate di una ragazzina caduta dalla bicicletta.

Sono i corpi che non contano ad occupare la scena in White God, Sinfonia per Hagen, di Kornél Mundruczó, vincitore del premio un Certain Regard a Cannes nel 2014. Corpi che non contano in una società sottoposta al potere disciplinante di un dio bianco fatto a immagine e somiglianza di quell’uomo bianco che, nelle parole del regista, ha dimostrato innumerevoli volte che è solo capace di dominare e di colonizzare. Così il cane, da una prospettiva evidentemente antispecista, diventa per Mundruczó il simbolo dell’eterno emarginato, il bastardo, il bandito dallo spazio socialmente condiviso, che proprio da questa sua condizione di marginalità e di oppressione prende forza per sovvertire un ordine sociale basato con violenza sulla selezione della specie, della razza, ma anche del genere, dell’orientamento sessuale o dell’abilità. Continua a leggere →

Roma negata di Scego – Bianchi. L’Italia rimossa tra percorsi postcoloniali e ritorni di colonia.

da Carmilla

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Da noi il viaggio di migrazione si chiama tahrib e il sentimento del viaggio si chiama buufis. Ho sempre trovato la parola buufis una parola allo stesso tempo inquietante e bellissima. Nella lingua corrente buufis significa gonfiare. Si gonfia una ruota, un palloncino. Ma si gonfia anche la speranza. Ed è questo significato della parola che si è imposto in questo triste ventennio di guerra civile somala. Buufis, mi ha detto una volta un ragazzo richiedente asilo, è come l’amore, è qualcosa di inspiegabile, ti prende alle viscere e tu non sai bene perché. E’ la voglia, mi ha detto, che hai di cambiare vita, di migliorare la tua situazione. Il buufis ti fa scappare da guerre, dittature, da torture, da stupri. Ma il buufis l’ho visto anche in Italia, nei giovani che vanno in Germania o Inghilterra in cerca di lavoro, per cambiare situazione di vita.

Igiaba Scego, Rino Bianchi, Roma negata. Percorsi postcoloniali nella città, Ediesse, p. 44

Il buufis, ossia la voglia di viaggiare intesa come diritto alla mobilità e insieme alla conoscenza, attraversa e muove i percorsi postcoloniali di Igiaba Scego e Rino Bianchi in una Roma negata ripercorsa in un alcune tappe fondamentali scandite non solo da monumenti, strade, piazze, ma anche dai volti fotografati dall’obiettivo di Rino Bianchi. Un processo, dunque, di attraversamento e di riappropriazione dello spazio urbano, volto a decolonizzare lo sguardo e risignificare gli spazi, rivendicando una storia comune. Continua a leggere →

#25N e sorelle Mirabal – Cosa c’entra il femminismo con lo stato?

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Non possiamo che essere contente che sia finita la sfiancante giornata del 25 novembre. In tante, infatti, non ne potevamo più di veder girare sui media e sui social network spose insanguintate, donne pestate, bocche cucite, addirittura icone dei cartoni animati ritoccate con lividi e occhi pesti, segno dellorrido e macabro senso di estetica della violenza alla quale vorrebbero abituarci. Non ne potevamo più perché ci ha nauseato questo raccapricciante e mortifero gusto per l’orrido e per il macabro,  ma soprattutto perché ci disgusta ancora di più  il rovesciamento di senso che questa giornata cerca di operare sulle questioni per noi importanti. Ma cosa centra il femminismo con lo stato? cosa c entra il femminismo con le Nazioni Unite? ripassiamo un attimo di storia.

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Perugia. Sei denunce per contro-manifestazione sentinelle in piedi

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foto di Marco Giugliarelli

dal collettivo Bellaqueer Perugia

Domenica 5 ottobre le strade e le piazze delle città italiane sono state invase da un fiume di gente festante, che con ironia e gioia ha travolto l’immobile oltranzismo cattolico omofobico e sessista delle “Sentinelle in piedi”, scese in piazza per sostenere una fantomatica libertà di espressione, di fatto per esprimersi contro l’agibilità sociale e politica e l’accesso ai diritti di donne, gay, lesbiche, trans etc..

L’esplosione di soggettività che li ha travolti ha messo in scena un protagonismo sociale differente, che non si limita alla difesa della libertà, ma è esso stesso esercizio e pratica della libertà. In tantissim* hanno riconquistato con una forza dirompente visibilità e agibilità politica in quegli spazi di vita quotidiana (la città stessa) che le politiche antisociali e liberticide dell’austerity sottraggono e rendono meno accessibili a tutt* ed ancora meno a chi rappresenta l’altro di una supposta neutralità del diritto (donne, gay, lesbiche, trans…). Continua a leggere →

Educare alle differenze: report di due giorni di scambio e crescita

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Sabato 20 e domenica 21 settembre si è svolto a Roma Educare alle differenze, un incontro nazionale promosso da tre associazioni – Stonewall, Progetto Alice e Scosse – per

stabilire sinergie e connessioni tra chi realizza progetti dedicati alla valorizzazione delle differenze, alla pluralità dei modelli familiari, al contrasto agli stereotipi di genere, alla prevenzione di bullismo, omofobia, transfobia e violenza maschile contro le donne, tra chi intende la scuola come spazio in cui coltivare rispetto e senso critico.

A seguire, il report di Laura ed Enrica. Foto di Michela Prando

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La fine del sionismo è una questione femminista

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Questa traduzione vuole essere di sostegno alla lotta congiunta della rete  INCITE, donne e persone trans di colore contro la violenza, nella denuncia dei crimini commessi dal sionismo contro la popolazione palestinese, crimini che intrecciano  sessismo e razzismo. La lotta contro la violenza di genere, per l’autodeterminazione e la libertà riproduttiva  riguarda sempre e comunque il femminismo e non solo quando interessa donne biologiche bianche, di cultura occidentale e di classe medio-alta.

La fine del sionismo è una questione femminista
di Nada Elia, da  The Electronic Intifada 24 July 2014
traduzione di Agnes Nutter, revisione di Jinny Dalloway

Con l’avvicinarsi della terza settimana di attacco da parte di Israele alla popolazione palestinese di Gaza, si continua a sentir parlare del “numero sproporzionato” di vittime tra le donne e i bambini. Questa espressione richiede una domanda: qual è un numero proporzionato di donne e bambini uccisi in un genocidio?

Come si chiede Maya Mikdashi di Jadaliyya nel suo articolo “Possono gli uomini palestinesi essere vittime?”: se una maggioranza significativa delle persone uccise fossero uomini adulti, i crimini di Israele sarebbero minori?

È necessaria un’analisi differente della violenza di genere, una che riconosca che nessuna “proporzione” è accettabile poiché ogni morte dovrebbe essere pianta, mentre si forniscono i mezzi per una comprensione differente delle manifestazioni di violenza. Continua a leggere →

L’interrogazione parlamentare sugli “attacchi” alle Sentinelle in piedi. Qualche riflessione

suora con nervo

Bisogna riconoscere che le Sentinelle in piedi, o chi per loro,  non sono proprio sprovvedute nella costruzione del loro perverso ordine del discorso. Nate all’indomani dell’approvazione alla Camera del DDL Scalfarotto, hanno cominciato a darsi appuntamento nelle piazze italiane con un libro in mano, senza profferir parola, dritte in piedi, lanciando dal web il loro invito a scendere in piazza a leggere, in piedi, per difendere la libertà di espressione, in silenzio. Continua a leggere →

Non solo treni per la libertà. Processioni, settimane sante e fighe ribelli in Spagna.

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Lo scorso fine settimana, preludio della settimana santa, suggestive processioni hanno cominciato ad attraversare la Spagna da Siviglia a Madrid, seguendo le orme della Venerable Hermandad del Santisimo Coño Insumiso, la Venerabile Sorellanza della Figa Ribelle che l’8 marzo 2013 aveva inaugurato a Malaga la Procesiòn del Santo Chumino Rebelde, la Processione della Santa Vulva Ribelle. Continua a leggere →

Le sentinelle in piedi e la governance neoliberale delle differenze

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Il 29 marzo a Perugia si sono riunite le “sentinelle in piedi” che, dopo l’approvazione alla Camera del DDL Scalfarotto, comunemente noto come legge anti-omofobia, hanno cominciato a darsi appuntamento nelle piazze italiane per riaffermare, a quanto sostengono nel loro sito,  il diritto di essere sempre e comunque liberi di esprimersi, che, detto così, sembrerebbe voler significare anche quando si è omotransfobici. Qui il report dell’intervento di alcun@ che hanno contestato pacificamente la veglia e sono stat@ prontamente identificat@ dalla polizia.

Di seguito, un’analisi sul retroterra neofondamentalista delle sentinelle “per la libertà” ai tempi del neoliberalismo. Continua a leggere →

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