Archivi della categoria: misoginia

Né d’altri son che mia

Festa - Copertina Bozza II

Saggio di critica letteraria femminista prodotto nell’ambito del progetto Un altro genere di poesia, del Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Lanciano, as 2016/17. Curato dalla docente, Antonella Festa, ogni capitolo è stato scritto da gruppi di alunne .e alunni di V ginnasio e I Liceo. Prefazione di Maria Rosa Cutrufelli. Continua a leggere →

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La ragazza nuda usata come arma

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Traduzione collettiva con Agnes Nutter, Jinny Dalloway, Silvia Bauer, di un’analisi sull’uso della nudità come arma a fini reazionari, con particolare attenzione ai casi emblematici delle neonaziste Femen, delle filo-americane Pussy Riot e di Molly Crabapple, (per fortuna) misconosciuta in Italia.  L’originale, lievemente abbreviato nella parte inziale, qui. Buona lettura.

I media che consumiamo oggi vengono manipolati tanto cinicamente quanto quelli di un centinaio di anni fa: sono usati come armi contro la popolazione, ma adesso adottano nuove tecniche di marketing per vendere, promuovere e difendere l’imperialismo e il capitalismo. Questo non implica che non siano presenti ancora vecchie tecniche – esistono ancora corruzioni palesi come accettare soldi o regali – ma altre strategie non sono state ancora bene esaminate, né accuratamente condannate. Mentre sesso e razza sono ancora comuni come sempre nel culto di imperialismo e capitalismo da parte dei media, le nuove strategie neoliberiste di atomizzazione e del culto dell’individuo danno ai vecchi tropi della manipolazione una mano di vernice fresca. Continua a leggere →

Apologia di una maga barbara ovvero l’inesistenza di una Medea infanticida

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Maddalena Crippa. Foto D.Aliffi

Con l’espressione sindrome di Medea la vulgata comune, come quella di un Recalcati  qualsiasi, suole indicare l’uccisione dei figli da parte della madre, inserita in quadro psicopatologico di stress emotivo e/o di conflitto con il partner. Il riferimento è ovviamente alla figura mitica di Medea o meglio alla versione che ne scrisse Euripide nel 431 a.C. Continua a leggere →

Nymphomaniac: le fissazioni misogine di un filo-nazista depresso

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Dirty diaries:fotogramma dal cortometraggio Dildoman

I critici cinematografici da bar dello sport che si sono indignati per la paventata censura che avrebbe privato il pubblico italiano della visione dell’ultima fatica di Lars Von Trier e coloro che si sono affrettati ad organizzare una petizione in sostegno della oramai già celeberrima  pellicola, avranno sicuramente tirato un sospiro di sollievo all’annuncio dell’ uscita in Italia di Nymphomaniac, prevista per aprile. Faccio notare a costoro che la censura non si esercita preannunciandola e strombazzandola a media unificati per mesi; questa non è censura, ma una strategia di marketing  funzionale a promuovere il film creandogli attorno un clima di morbosa attesa, soprattutto quando l’oggetto è, come nel caso specifico, il sesso. Continua a leggere →

Controllo dei corpi, aborto illegale e sterilizzazioni forzate. Il caso del Perù

Apoyando la lucha de las mujeres andinas, las que me recibieron amables.

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Foto di Asociación de Mujeres Afectadas por las Esterilizaciones – Cusco

Tutte le informazioni, documenti,  materiali audio e video su  forzadas.pe

Nei paesi in cui ci sono state lotte per l’accesso delle donne alla contraccezione e alla pianificazione delle nascite, il poter disporre più o meno liberamente del proprio corpo è in linea di massima ritenuto un diritto, costantemente in pericolo, ma comunque un diritto per qualche verso acquisito e, al limite, da difendere. Ma a fronte della sovrappopolazione, della povertà crescente e della finitezza delle risorse disponibili sul pianeta, in molti casi il controllo delle nascite è diventato un dovere, prima ancora che della persona, dello Stato, che riserva a se stesso il diritto di stabilire chi, come, quanto debba riprodursi. Così, in Perù, in un passato non troppo remoto, cioè dal 1995 al 2000, circa 300.000 donne e 20.000 uomini sono stati sottoposti a sterilizzazioni forzate, mentre l’aborto era, e continua ad essere, illegale e dunque proibito, eccezion fatta per i casi in cui sia riscontrato un pericolo per la salute o la vita della donna e per quelli in cui la stessa abbia i soldi per pagare l’intervento, clandestino, in una clinica privata. In Perù, dunque, il controllo biopolitico dei corpi è passato attraverso due dispositivi apparentemente in contraddizione tra loro, perché se da un lato abortire era – ed è – illegale, da un altro migliaia di donne e uomini sono stati privati forzatamente, e senza alcun consenso, del diritto di riprodursi. Continua a leggere →

Forbici per tutte. Dare un taglio al sessismo dei movimenti

Compagna, non dire a voce così alta che nei centri sociali si verificano aggressioni maschiliste, questo indebolisce il movimento.  ZAC! SU TUTTA LA BOCCA

Compagna, non dire a voce così alta che nei centri sociali si verificano aggressioni maschiliste, questo indebolisce il movimento.
ZAC! SU TUTTA LA BOCCA

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Performare il confine: genere, geocorpi e tecnologia a Ciudad Juarez

Pubblicato anche da Carmilla

Come è noto, il termine “femminicidio” viene coniato per connotare le uccisioni seriali verificatesi a Ciudad Juarez, in Messico, a partire dagli anni 1993/1995, quando svariate centinaia di donne cominciarono ad essere uccise  tutte secondo una stessa modalità: donne esili, dai lunghi capelli neri, povere, soprattutto lavoratrici, più di rado studentesse,  violentate, torturate, accoltellate o strangolate ed il loro cadavere  abbandonato nel deserto. Spesso, le vittime si assomigliavano, i loro corpi ed i loro vestiti venivano ritrovati in posti diversi, oppure con indosso abiti che appartenevano ad altre donne scomparse. Molte di loro erano appena arrivate dalla città, nessuno le conosceva né ha reclamato i loro corpi. La polizia stessa non si è scomodata troppo per le indagini, così gruppi di femministe e di attiviste/i si sono fatti carico di redigere una lista di disperse, di investigare e di analizzare la serie di femminicidi.

Nel 1999 Ursula Biemann, artista, teorica e curatrice di studi su migrazioni, genere e tecnologie, ha realizzato un video-documentario dal titolo Performing the border, girato al confine tra Messico e Stati Uniti, dove le corporations americane hanno installato  stabilimenti per l’assemblaggio di componenti elettroniche e digitali. Continua a leggere →

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