Archivi della categoria: imperialismi

Aprire amori, chiudere frontiere?

Viviamo in un sistema che ci dice che l’arrivo dell’altr@ non è mai una buona notizia, che l’altr@ non ha il diritto di esserci.
Il pensiero monogamo e la xenofobia condividono la paura dell’alterità

revolution

Un pezzo di Brigitte Vassallo pubblicato da Pikara magazine in occasione di San Valentino. Poiché la data, in qualche modo, impone che si parli d’amore, Vassallo coglie l’occasione per “ricordare le implicazioni profonde che comporta l’affermazione del personale come politico e domandarsi fino a che punta arriva il nostro pensiero critico sull’amore.”

Nella traduzione, si è scelto di rispettare la volontà dell’autrice che usa sempre il femminile, anche quando parla di “un altro”, che non è mai un soggetto neutro, né, tanto meno, può avere la pretesa di assurgere a maschile universale. Buona lettura

Il pensiero monogamo

La monogamia non riguarda i numeri, non riguarda la quantità. Se la pensiamo così è per un errore dell’antropologia (eurocentrica ed androcentrica) che l’ha definita in opposizione ad altre forme di relazione senza mai mettere a fuoco le dinamiche, ma solo la quantità delle persone coinvolte. Da questa base affermiamo che la monogamia è costituita da due persone e la non-monogamia da più di due (a meno che siano musulmane, che allora già gli diamo un altro nome e non suona male).  Continua a leggere →

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Quando tira aria di omonazionalismo, è ora di essere incivili!

 

condiSulla manifestazione del 23 gennaio a sostegno del DDL Cirinnà, una riflessione di Libera Voler

É TEMPO DI ESSERE INCIVILI. Nelle scorse settimane mi è capitato che qualcun* mi chiedesse cosa pensassi della proposta di legge che disciplina le coppie omosessuali e se scendessi in piazza il 23 gennaio al grido patriottico di “svegliati italia! È ora di essere civili”.
A prescindere da quello che crede ognun* di noi sul matrimonio, ho sempre ritenuto che le leggi che estendono i diritti sono leggi per le quali battermi; certo credo che, piuttosto che il riconoscimento come coppia, meritiamo leggi che ci tutelano come singol* queer, l’accesso ai servizi, agli ormoni, a dei documenti che non umilino la nostra identità, la reversibilità anche fuori dal matrimonio, la cancellazione della legge 40, un obbrobrio che permette solo alle lesbiche più ricche di fare figli all’estero. Continua a leggere →

Smontare narrazioni tossiche. La prostituta nigeriana

bitchface2In un intervento presentato nel 2005 al convegno “Il mito del buon italiano tra repressione del ribellismo e guerre civili” che aveva come oggetto i crimini sessuali del colonialismo fascista nel Corno d’Africa, Nicoletta Poidimani analizzava come la rappresentazione delle donne africane, somale, eritree etiopi, ma anche libiche, a partire dal colonialismo liberale di fine ottocento è stata volta al loro appiattimento sull’identità sessuale, per di più connotata da ipersessualità. Tale rappresentazione, culminante nel mito della Venere nera, è stata autorizzata anche all’inizio del fascismo per legittimare lo stupro coloniale e per convogliare forza-lavoro maschile in quei territori. Continua a leggere →

Roma negata di Scego – Bianchi. L’Italia rimossa tra percorsi postcoloniali e ritorni di colonia.

da Carmilla

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Da noi il viaggio di migrazione si chiama tahrib e il sentimento del viaggio si chiama buufis. Ho sempre trovato la parola buufis una parola allo stesso tempo inquietante e bellissima. Nella lingua corrente buufis significa gonfiare. Si gonfia una ruota, un palloncino. Ma si gonfia anche la speranza. Ed è questo significato della parola che si è imposto in questo triste ventennio di guerra civile somala. Buufis, mi ha detto una volta un ragazzo richiedente asilo, è come l’amore, è qualcosa di inspiegabile, ti prende alle viscere e tu non sai bene perché. E’ la voglia, mi ha detto, che hai di cambiare vita, di migliorare la tua situazione. Il buufis ti fa scappare da guerre, dittature, da torture, da stupri. Ma il buufis l’ho visto anche in Italia, nei giovani che vanno in Germania o Inghilterra in cerca di lavoro, per cambiare situazione di vita.

Igiaba Scego, Rino Bianchi, Roma negata. Percorsi postcoloniali nella città, Ediesse, p. 44

Il buufis, ossia la voglia di viaggiare intesa come diritto alla mobilità e insieme alla conoscenza, attraversa e muove i percorsi postcoloniali di Igiaba Scego e Rino Bianchi in una Roma negata ripercorsa in un alcune tappe fondamentali scandite non solo da monumenti, strade, piazze, ma anche dai volti fotografati dall’obiettivo di Rino Bianchi. Un processo, dunque, di attraversamento e di riappropriazione dello spazio urbano, volto a decolonizzare lo sguardo e risignificare gli spazi, rivendicando una storia comune. Continua a leggere →

La ragazza nuda usata come arma

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Traduzione collettiva con Agnes Nutter, Jinny Dalloway, Silvia Bauer, di un’analisi sull’uso della nudità come arma a fini reazionari, con particolare attenzione ai casi emblematici delle neonaziste Femen, delle filo-americane Pussy Riot e di Molly Crabapple, (per fortuna) misconosciuta in Italia.  L’originale, lievemente abbreviato nella parte inziale, qui. Buona lettura.

I media che consumiamo oggi vengono manipolati tanto cinicamente quanto quelli di un centinaio di anni fa: sono usati come armi contro la popolazione, ma adesso adottano nuove tecniche di marketing per vendere, promuovere e difendere l’imperialismo e il capitalismo. Questo non implica che non siano presenti ancora vecchie tecniche – esistono ancora corruzioni palesi come accettare soldi o regali – ma altre strategie non sono state ancora bene esaminate, né accuratamente condannate. Mentre sesso e razza sono ancora comuni come sempre nel culto di imperialismo e capitalismo da parte dei media, le nuove strategie neoliberiste di atomizzazione e del culto dell’individuo danno ai vecchi tropi della manipolazione una mano di vernice fresca. Continua a leggere →

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