Archivi della categoria: empowerment

Pregant* dove siete? noi c’eravamo!

Il 4 gennaio, come ogni sabato dei mesi dispari, è stata lanciata dal comitato NO194  una maratona di preghiera a sostegno dell’iniziativa referendaria per l’abrogazione della legge 194/78 che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza. Dal sito del comitato promotore risultava che la maratona si sarebbe svolta dalle 15 alle 18 anche presso l’ospedale civile di Pescara. A quanto pare, il lancio è andato a vuoto. Continua a leggere →

Neofondamentalismo e dintorni parte II. Perché salvare la 194 non basta

La legge? Lo so signora che c’è la legge, come no, la famosa 194, che ci protegge, è dalla legge che sto arrivando! Non le dico la trafila per trovare un medico che mi facesse il certificato d’aborto, la trafila per trovare un ospedale che mi mettesse in lista. Finalmente mi mandano a chiamare, vado dentro…obiettavano tutti, signora…obiettavano le infermiere, obiettavano quelli che scopano per terra, quelli delle analisi, come obiettava il cuoco! Ma che… ma che obiettore! Che se non ci fossero state quelle ragazze che hanno occupato il repartino saremmo crepate di fame. Poi è arrivata la polizia, sbatte fuori le ragazze e io mi sono spaventata, mi son detta: con questa legge va a finire che mio figlio mi nasce di 24 anni, mi nasce con già il militare fatto, bello che disoccupato, pronto per emigrare in Germania. E allora sono scappata e ho detto: lo faccio clandestino.

Alla fine degli anni ’70  una Franca Rame in forma smagliante nel monologo Tutta casa letto e chiesa denunciava  l’alto tasso di obiezione di coscienza che, all’indomani della promulgazione della legge 194/78, già rendeva l’applicazione della  stessa un percorso ad ostacoli per aggirare i quali in molte, tra coloro che potevano permetterselo, continuavano a pagare per abortire. Continua a leggere →

Neofondamentalismo e dintorni. L’ondata antiabortista e abolizionista in Europa.

cuerpo primera luchaQuesto mese di dicembre è stato segnato da due tappe importanti che interessano i  corpi e il diritto  all’autodeterminazione: il 4 dicembre in Francia, sulla scia dell’onda abolizionista che attraversa l’Europa, è stata  approvata una legge per la lotta alla prostituzione definita da Morgane Merteul,  membra del sindacato francese delle sex workers, una svolta nazionalista e reazionaria. mentre il 10 dicembre l’Europarlamento non ha riconosciuto la risoluzione Estrela. Quest’ultima, pur non avendo valore cogente, avrebbe invitato gli stati membri a garantire l’aborto sicuro come diritto umano, mandando un forte segnale di risposta alla campagna dei movimenti prolife che negli ultimi mesi hanno raccolto  quasi due milioni di firme per una legge europea di iniziativa popolare che tuteli il diritto alla vita dei feti. Invece, a fronte delle pressioni dei gruppi di destra, clericali e reazionari, l’Europarlamento non ha retto e, grazie all’astensione di sei deputati del Pd, tutti renziani, è passata la mozione del PPE che ha snaturato la relazione Estrela, eliminando non solo il riconoscimento dell’aborto come diritto umano, ma anche le agevolazioni per l’inseminazione artificiale inizialmente proposte per le omosessuali. Continua a leggere →

Sulla prostituzione in Francia: Una svolta reazionaria e nazionalista

1382806240-french-prostitutes-protest-against-new-law-penalizing-clients_3058907La Francia è attualmente attraversata da un forte dibattito sulla prostituzione che, sviluppatosi a seguito della proposta di legge di riforma del système prostitutionnel, ha oltrepassato i confini nazionali. L’articolo più controverso, quello che punisce i clienti con multe da 1500 euro fino a 3750 euro per i casi di recidiva, è già stato approvato, mentre l’intera legge verrà votata il 4 dicembre. Dalle aule dell’Assemblea generale la discussione è arrivata nelle piazze, dove accese sono state le contestazioni ad una legge che si inscrive nella tendenza abolizionista e reazionaria, espressione di una elite di sinistra non incline ad ascoltare le ragioni delle prostitute, organizzate nel Syndacat du Travail Sexuel, Strass

L’articolo che segue è stato scritto da Morgane Merteul, sex worker e militante della Strass, e Rokhaya Diallo, giornalista e scrittrice, e pubblicato da Le Monde.

Traduzione di Cinzia Biscarini, Joe Equidad e Maroua

Una svolta reazionaria e nazionalista

Da qualche anno, stranamente in un Paese ancora dominato da un forte sessismo, la questione delle violenze perpetrate nei confronti delle donne è diventata oggetto di particolare attenzione; il loro corpo non ha mai fatto parlare tanto. Dalle varie leggi che proibiscono l’uso del velo da parte delle donne musulmane, alla volontà di abolire la prostituzione, raramente la necessità di proteggere la dignità delle donne ha monopolizzato tanto il dibattito pubblico.

 

Ma, se osserviamo più da vicino, notiamo che è solo la condizione di alcune donne ad attirare tutte queste attenzioni: donne generalmente non bianche e provenienti dagli strati più poveri della società.

Continua a leggere →

Il sesso come lavoro ed il lavoro sessuale, di Laura Agustìn

institute of oral loveLaura Agustìn è antropologa, autrice di  Sex at the margins – migration, labour markets and the rescue industry. Il suo lavoro  ha sollevato un acceso dibattito mettendo in discussione la narrazione dominante che vuole le sex workers migranti tutte indistintamente vittime di una cosiddetta tratta degli esseri umani, dunque soggetti passivi che spetterebbe alle istituzioni salvare. Agustìn, contestando e demisitificando il mito della tratta, ha così  analizzato quella che lei stessa ha definito the rescue industry, ovvero l’industria del salvataggio rappresentata da enti, organizzazioni, associazioni, ma anche singoli che traggono vantaggi e profitti proprio dalla missione salvifica di cui si sono auto-investiti, sovrapponendosi alle sex workers stesse e sovradeterminandole. Per approfondire il lavoro di Laura Agustìn, The Naked Anthropologist è il suo blog.

A seguire, la traduzione di un articolo pubblicato da Jacobin, a magazine of culture and polemic Continua a leggere →

Dis-abilità oltre ogni pelosa retorica buonista

L’articolo intero sul blog un altro genere di comunicazione

Vuela Sirena. Visibilizzazione della disabilità

Ex UAGDC

Kike Suárez & La Desbandada sono un gruppo di musicisti spagnoli, in occasione della giornata internazionale delle persone con disabilità, che ricorrerà il 3 Dicembre, hanno prodotto un video per una delle loro più popolari canzoni-  “Vuela Sirena”– con lo scopo di dare visibilità alle persone con disabilità.

Il video, presentato il 21 Novembre scorso all’Accademia di Arti drammatiche di Madrid,  è una narrazione  ironica e quotidiana di una donna che fa sesso con lui, ma in ascensore incontra lo sguardo di un altro lui, e finirà a fare sesso anche con l’altro.

Una storia dove la sedia a rotelle è uno dei tratti distintivi della donna protagonista del video al pari dei suoi capelli rosso acceso, qualcosa che la rende particolare, unica, ma che non esaurisce totalmente la sua persona.

In una società in cui il corpo con disabilità è invisibilizzato perchè considerato non conforme agli standard estetici…

View original post 226 altre parole

Le operatrici dei centri antiviolenza Umbria: dimissioni di chi ci chiama Femmina Umana

images1In merito a quanto accaduto ieri a Perugia durante il primo incontro di educazione alla legalità, hanno preso posizione anche le  Operatrici Centri Antiviolenza di Perugia e Terni, alla cui  (futura) condizione lavorativa  avevamo accennato qui. Questo il loro comunicato

Il corso per l’attivazione dei CAV Centri AntiViolenza del Progetto Antiviolenza Umbria si è concluso oggi, sabato 16/11/2013.

Siamo felici di mettere al corrente tutt* di questo nuovo progetto che inizia i suoi passi adesso e che vuole essere un forte protagonista politico e sociale nella nostra regione.

In concomitanza con questo felice inizio di una Istituzione altra, che farà intervento nel territorio di sostegno alle donne e di contrasto alla violenza di genere, apprendiamo con estrema preoccupazione un fatto di una gravità inaudita. Continua a leggere →

La sindrome del fardello della femminista bianca, di Brenna Bhandar e Denise Ferreira da Silva

obey-a-roma-shepard-fairey-a-private-collecti-L-dK9ZvUUna risposta all’articolo di Nancy Fraser Come il femminismo divenne ancella del capitalismo, scritta da Brenna Bhandar, Senior Lecturer Soas School of Law e da Denise Ferreira da Silva, Professor, Queen Mary Scholl of Business and Management. Qui l’originale. Considerato il pochissimo tempo che ho potuto dedicare alla traduzione, qualora si trovassero errori o imprecisioni, ben vengano tra i commenti correzioni alla stessa. Buona lettura. Continua a leggere →

Forbici per tutte. Dare un taglio al sessismo dei movimenti

Compagna, non dire a voce così alta che nei centri sociali si verificano aggressioni maschiliste, questo indebolisce il movimento.  ZAC! SU TUTTA LA BOCCA

Compagna, non dire a voce così alta che nei centri sociali si verificano aggressioni maschiliste, questo indebolisce il movimento.
ZAC! SU TUTTA LA BOCCA

Continua a leggere →

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: