Archivi della categoria: antispecismo

White god. Sinfonia per oppressi di ogni specie

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Per Balto e Tobia, che mi hanno insegnato a comunicare con gli occhi, le orecchie e la coda e che ogni giorno mi aiutano a costruire relazioni transpecie

Pezzi di carne e sangue, macellerie e macellai ovunque. Il cadavere di una mucca squartata e sezionata per l’ultimo verdetto, si va bene, è adatta per il consumo umano, il sangue che macchia sia il candore della camicia del veterinario sia il pelo dei cani da combattimento, le ginocchia sbucciate di una ragazzina caduta dalla bicicletta.

Sono i corpi che non contano ad occupare la scena in White God, Sinfonia per Hagen, di Kornél Mundruczó, vincitore del premio un Certain Regard a Cannes nel 2014. Corpi che non contano in una società sottoposta al potere disciplinante di un dio bianco fatto a immagine e somiglianza di quell’uomo bianco che, nelle parole del regista, ha dimostrato innumerevoli volte che è solo capace di dominare e di colonizzare. Così il cane, da una prospettiva evidentemente antispecista, diventa per Mundruczó il simbolo dell’eterno emarginato, il bastardo, il bandito dallo spazio socialmente condiviso, che proprio da questa sua condizione di marginalità e di oppressione prende forza per sovvertire un ordine sociale basato con violenza sulla selezione della specie, della razza, ma anche del genere, dell’orientamento sessuale o dell’abilità. Continua a leggere →

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Il femminismo un giorno sarà contro l’aborto, se continua su questa strada

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Leonor Silvestri parla con Florencia Arriola dell’amore, dell’eterosessualità, del capitalismo, della sorellanza o dei “territori morali” che impone anche il femminismo. Traduzione da Pikara magazine

Ha saputo essere una filologa antica e, anche se ha vissuto molte morti nella sua esistenza, oggi si dedica a dare lezioni a casa sua come una sofista dell’antichità. Poco umana e radicale, decostruttrice dell’amore romantico e distruttrice dell’eteronorma, Leonor Silvestri fa poesia, scrive, pratica sport di combattimento e balla dancehall e reggaeton. Sono questi i modi in cui accresce la sua potenza  e si reinventa, mentre cerca nuovi artifici che mettano all’angolo l’eterocapitalismo Continua a leggere →

In ricordo di Clément Méric e delle sue lotte

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Il 5 giugno dello scorso anno, Clément Méric, giovane studente antifascista francese, viene picchiato a morte da un gruppo di naziskin in una strada di Parigi. Vogliamo ricordarlo attraverso la traduzione di un suo breve ritratto, pubblicato qualche mese dopo la sua morte da Alternative Libertaire, scritto da uno dei suoi compagni di Solidaires-Étudiant-e-s, sindacato studentesco in cui aveva deciso di militare. Qui l’articolo in francese

Ami, si tu tombes un ami sort de l’ombre à ta place
(amico, se tu cadi, un amico esce dall’ombra al tuo posto)
Anna e Giovanna del Laboratorio Le Antigoni Continua a leggere →

Il paradosso del paragone tra animalist* e pro-life

Ancora Feminoska da intersezioni sull’elevazione della vita umana a valore supremo che accomuna il discorso specista e quello pro-life

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Andy Warhol era un profeta. Continua a leggere →

L’ultima frontiera della sperimentazione animale: strumentalizzare malat* per ottenere consenso

dal blog intersezioni, un post di Feminoska

VivisectionSe qualcosa salta all’occhio di tutto il bailamme di mosse, contromosse, proclami, interessi economici e politici, nonché di casta* che si agitano intorno alla sperimentazione animale – anche alla luce della tremenda Direttiva 2010/63/UE (qui si può avere un’idea delle torture che continueranno a subire milioni di animali non umani) – è sicuramente il fatto che la lobby che ruota intorno a certa ricerca, quella smaccatamente pro sperimentazione animale, è “scesa in campo”, in maniera aggressiva e senza esclusione di colpi, per difendere il proprio diritto a disporre dei corpi e delle vite altrui a proprio piacimento. Continua a leggere →

La vita come plusvalore di Melinda Cooper

cop.cooper-200x300Pubblicato anche da Carmilla

Melinda Cooper, La vita come plusvalore. Biotecnologie e capitale al tempo del neoliberismo. Ombre Corte, 2013, pp. 126, euro 15

Quando il capitalismo si scontra con i limiti della Terra e dunque con l’impossibilità di una crescita produttiva lineare illimitata, può l’intera vita biologica essere messa a valore?

Da questo interrogativo di fondo  si sviluppa Life as surplus  di Melinda Cooper  pubblicato nel 2008 dalla Washington University Press e uscito in Italia nel settembre 2013 per ombre corte, introduzione e  cura di Angela Balzano,  postfazione di Rosi Braidotti.

Melinda Cooper, ricercatrice presso il Dipartimento di Sociologia e Politica Sociale dell’università di Sidney, muove da un punto di partenza dichiaratamente marxiano e si spinge  in un campo poco esplorato da Marx, definito  delle scienze della vita in senso lato, individuando le fasi cruciali di passaggio dalla valorizzazione economica della vita umana che ha un inizio ed una fine, cioè bios, alla valorizzazione della vita in sé, zoe, intesa come capacità riproduttiva e potenza generativa comune a tutti gli esseri viventi. Continua a leggere →

#solidarityisforwhitewomen in America. E in Italia? la differenza di genere rimuove la differenza di classe.

E’ di questa settimana ferragostana l’esplosione in rete dell’hastag  #solidarityisforwhitewomen che si è velocemente diffuso tra i/le netizens worldwide, accendendo i riflettori  sulla tendenza all’esclusione dal dibattito delle femministe nere a opera di quelle femministe radicali, bianche, middle-class che si autoeleggono rappresentanti di tutto il cosiddetto genere femminile, stabilendo i punti all’ordine del giorno di un’agenda politica che vogliono  tenere in mano solo loro.  In breve, l’hastag è stato lanciato da Mikki Kendall in risposta a Hugo Schwyzer, docente americano di studi e storia di genere che si autodefinisce un femminista. Schwyzer, ripetutamente criticato dalle femministe nere a causa del suo disinteressamento per le donne in condizioni di marginalità come le non-bianche e quelle che non appartengono al ceto medio, ha così risposto di essere particulary awful to women of color. Continua a leggere →

La mentalità della carne

Dal blog intersezioni

traduzione dell’articolo Mentality of meat di Melanie Joy a cura di feminoska – revisione di  La Pantafika e H20.

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Non ci penso [agli animali allevati per la propria carne come individui]. Non riuscirei a fare il mio lavoro, se instaurassi un rapporto così personale con loro. Quando dici “individui”, vuoi dire come una persona unica, come qualcosa con il suo nome e le proprie caratteristiche, le proprie caratteristiche uniche? Sì? Sì, preferirei non saperlo. Sono sicuro che li hanno, ma preferisco non saperlo.”– 31 anni, macellaio e mangiatore di carne Continua a leggere →

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