Nè teorica gender nè transumana. Bagnasco 0 – desiderio di autodefinirsi 1000

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di Lole Montale

Sembra che al centro della Conferenza episcopale italiana di ieri le parole chiave fossero gender e transumano. Nella lettura di Bagnasco sembra addirittura che il transumano sia l’esito unico della “teoria del genere”. Non mi soffermo su quest’ultima perchè in tante/i si sono già espresse/i. Due parole su cosa significhi transumano, su chi siano le/i transumaniste/i però le spendo volentieri.
Premessa: è chiaro se Bagnasco accusa femministe e soggettività lgbtq definendole “transumane”, la reazione di pancia è quella di ribattere: siam@ tutt@ transuman@. Lo capisco e lo apprezzo, come apprezzo e rivendico ogni sano slancio di insubordinazione ai poteri pastorali. Tanto più se riconosciamo che l’umano è indifendibile, intriso com’è di gerarchia, sessismo e razzismo, paradigma escludente di tutte le forme di vita che non rientrano nei suoi standard di razionalità e perfettibilità.
Detto ciò, non posso fare a meno di intendere quella di Bagnasco come una mistificazione. Cos’è il transumanesimo oggi? Chi lo anima? Ha qualcosa in comune con le nostre vite queer-trans-femministe?
Io credo di no, è la ragione è presto detta. Il transumanesimo è una corrente che pone acriticamente l’accento sulle nuove tecnologie, senza mai porsi domande sui rapporti di forze, sulle linee di sesso, razza e sfruttamento che caratterizzano il capitalismo bio-tecno-mediato. Esso parte dall’umano per potenziarlo, non per superarlo. Il suo fine è il potenziamento macchinico-tecnologico dell’uomo: la ricerca della vita eterna, perseguibile tramite le tecnologie della medicina rigenerativa, è un suo chiodo fisso. Al suo interno vi è una corrente detta “transumanesimo liberale”, che sostiene la necessità del libero mercato, della concorrenza sfrenata, della capitalizzazione della vita. Come se non bastasse molti transumanisti sono anche esponenti dell’estrema destra, che propongono una nuova creazione biotecnologica della razza umana: una sorta di rinascita geneticamente modificata (neofuturisti e altre/i). Cosciente che questo è un blog, non mi dilungo in bibliografie, ma due rimandi li faccio. Sta per uscire su questi temi un bellissimo libro di Francesca Ferrando, Il postumanesimo filosofico e le sue alterità, che aiuta a far chiarezza sulla differenze tra postumano e transumano. E poi Rosi Braidotti, Il Postumano, che spiega come molte femministe e teoriche queer hanno criticato l’approccio transumanista perchè cieco di fronte alle questioni ambientali e di genere. Poi per carità, ci sono anche i transumanisti che si definiscono “democratici”, e che sostengono che la democrazia può essere praticata meglio con il sostegno della tecnica. E se ci credono loro…Tra tutte queste correnti c’è un punto in comune imprescindibile: la fede assoluta nella scienza.
Ecco, per me qualsiasi fede assoluta è inutile. Equivale a dire: accettiamo il presente che di sicuro in futuro staremo meglio, ringrazieremo le evoluzioni della scienza per i benefici che ci apporteranno. Questo è un atteggiamento anni luce lontano da molte pratiche e teorie queer, che assaltano il presente, lo smontano pezzo dopo pezzo! Mi vengono in mente molte che lo hanno spiegato meglio di me: Sandra Harding, Silvia Federici, Donna Haraway… le pratiche queer-femministe per me sono più “postumane” che “transumane”, proprio perché non sono post-politiche, perchè assumono il presente come orizzonte da sovvertire, non da “accellerare” (espressione cara ai transumanisti è “accellerazione del progresso” – non vi ricorda le argomentazioni a favore della Tav?)
E in ultimo: Bagnasco non potrai mai definirci. Nè tu né altri cattolici moralisti ci azzecherete mai. Siamo troppo veloci, abbiamo desideri troppo variabili e schizofreniche. E si, ce ne vantiamo. Non puoi metterci in bocca parole che non ci appartengono, non puoi fare di noi un manipolo di esaltate/i senza capacità critica. E poi vedi, non servono manco le scomuniche a farci stare zitte. E che ti credi, che ci siamo dimenticate di quando hai lanciato strali da tutti i giornali per scomunicarci perchè protestavamo contro l’obiezione di coscienza alla pillola del giorno dopo? Sei sempre stato uno dei migliori nell’arte della mistificazione. Non mi stupiscono le tue recenti trovate: ci descrivi come ciniche/i che vogliono “manipolare l’umano”, equiparandoci alla governance mondiale. E così, nel tuo discorso cattolico scompaiono le lobby del settore bio-tech, la colpa del mondo alla rovescia è tutta di donne e soggettività lgbtq, mica dei capitali finanziari! Insomma, Bagnasco, hai detto una valanga di idiozie fondate sul nulla. E sai che ti dico, manco mi indigni, perché può sentirsi indignato solo chi aveva sperato in inedite aperture dal mondo cattolico. Dal canto mio, mi limito a dire: la chiesa ha alle spalle cumuli di nefandezze che potremmo definire “disumane-inumane” (c’è bisogno che lo dimostri?). Il papa ora potrà pure parlare di precariato a destra e manca, ma nei confronti di donne e soggettività lgbtq rimane tutto uguale da secoli (e quando cambia lo fa in peggio!). E se ora la chiesa denucia la crisi del lavoro, è solo perchè la legge come crisi della famiglia, crisi della morale. Il cerchio si chiude, sulle connessioni tra le metamorfosi in corso nel mondo della ri/produzione e la tendenza neo-fondamentalista cattolica oggi dominante. Sta a noi ora rilanciare il dibattito su questi nodi, per trovare nuove pratiche e saltare fuori dal cerchio.

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