L’interrogazione parlamentare sugli “attacchi” alle Sentinelle in piedi. Qualche riflessione

suora con nervo

Bisogna riconoscere che le Sentinelle in piedi, o chi per loro,  non sono proprio sprovvedute nella costruzione del loro perverso ordine del discorso. Nate all’indomani dell’approvazione alla Camera del DDL Scalfarotto, hanno cominciato a darsi appuntamento nelle piazze italiane con un libro in mano, senza profferir parola, dritte in piedi, lanciando dal web il loro invito a scendere in piazza a leggere, in piedi, per difendere la libertà di espressione, in silenzio. Le Sentinelle si autodefiniscono una resistenza di cittadini che vigila su quanto accade nella società e sulle azioni di chi legifera denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere l’uomo e la civiltà. Dietro i pacati proclami che enfatizzano una presunta difesa della libertà d’espressione e della civiltà, si nasconde un retroterra clerico-fascista scatenatosi in seguito al dibattito sulla necessità di una legge di contrasto all’omofobia a cui, però, le Sentinelle si guardano bene dal riferirsi espressamente. Dietro la difesa della naturalità della famiglia eterosessuale e  dei valori tradizionali, fondamento dell’uomo e della civiltà, non è difficile scorgere il complesso valoriale  proprio del neofondamentalismo cattolico di destra, nonostante le Sentinelle dichiarino di essere una rete aconfessionale e apartitica, aperta a qualunque professione religiosa e orientamento sessuale, perché la libertà d’espressione non ha religione o appartenenza politica, ci riguarda tutti e ci interessa tutti.

Date queste premesse, costruire un’azione efficace di contrasto ad un repertorio propagandistico sapientemente celato tanto nei contenuti, quanto nelle forme del manifestare, è impresa oltremodo ardua, che, se non ben ponderata,  rischia di produrre effetti contrari a quelli che si vorrebbero e di rafforzare ulteriormente non solo le veglie delle sentinelle, ma proprio quel complesso valoriale da loro difeso, in maniera  tanto generica quanto tenace.

Ecco allora che le contro-manifestazioni organizzate di volta in volta nelle diverse città sono state rovesciate dalla propaganda neofondamentalista nel loro esatto contrario, etichettate come dimostrazioni di odio, intolleranza, discrimanzione e violenza, in una escalation che è sfociata in un’interrogazione parlamentare alla Camera il 5 giugno scorso, in vista della seconda veglia organizzata a Perugia per il 7 giugno, per chiedere al Ministro dell’Interno quali iniziative ritiene opportuno adottare affinché manifestazioni quali quelle descritte possano svolgersi pacificamente.  L’appartenenza partitica dei firmatari non lascio adito a dubbi e svela subito il background neofondamentalista e di destra cui si accennava sopra: tre esponenti del Nuovo Centro Destra, Pagano, Roccella, Calabrò; quattro di Scelta Civica, Sberna, Gigli, Caruso, Nissola e una scudocrociata, Binetti, Unione di Centro.

Le premesse da cui muove l’interrogazione sarebbero le aggressioni e gli atti d’intolleranza che le associazioni Glbt rivolgono contro chi manifesta pubblicamente, in modo assolutamente pacifico e senza offendere alcuno, il proprio dissenso dall’ideologia gender stanno crescendo in maniera esponenziale in tutto il Paese. Le violenze e le intimidazioni che vedono protagoniste varie sigle della vasta galassia Glbt sono innumerevoli e negli ultimi mesi si stanno concentrando in particolare contro le Sentinelle in Piedi, un’associazione di cittadini la cui attività di difesa e promozione della dignità della persona, della famiglia fondata sull’unione tra un uomo e una donna e della libertà di espressione si svolge con veglie silenziose nelle piazze, sempre nel pieno rispetto delle opinioni e delle idee altrui;

Dunque, da un lato le aggressioni e gli atti d’intolleranza, le violenze e le intimidazioni attribuite alle associazioni LGBT, da un altro la difesa e promozione della dignità della persona, della famiglia eterosessuale monogamica, della libertà d’espressione che si svolge  durante le veglie silenziose e nel pieno rispetto di cui sarebbero promotrici le impavide Sentinelle.

Segue una casistica che da Lecce a Trento, passando per Perugia, è tutta volta a confermare e rimarcare il carattere assolutamente pacifico delle veglie da un lato e  l’intolleranza repressiva e violenta, le provocazioni, insulti, intimidazioni degli/lle attiviste di varie sigle LGBT da un altro. L’interrogazione insiste sulla contestazione alla veglia svoltasi a Perugia il 29 marzo: insulti, grida minacciose, urla le “armi” con cui un altro gruppo di violenti contestatori appartenenti ad associazioni Glbt tenta di interrompere una veglia delle Sentinelle svoltasi a Perugia il 29 marzo, il tutto postato su Youtube in un video.  Pertanto, proprio in considerazione dell’entità e gravità della questione esposta, la cui soluzione è resa ancor più urgente dall’imminenza della prossima manifestazione delle Sentinelle in Piedi in programma a Perugia sabato 7 giugno e delle altre che sono state già programmate nelle prossime settimane si sollecita un intervento del ministro competente perché le veglie possano svolgersi pacificamente.

La narrazione dei fatti, così come riportata nell’interrogazione parlamentare, mistifica completamente la realtà, la ribalta per costruire un ordine del discorso al rovescio che afferma una visione manichea in cui il termine negativo è incarnato da chi risponde con un balletto e con un colpo di tamburello  a chi pretende di imporre, in un silenzio solo momentaneo e apparente, politiche identitarie e normative, queste sì violente, che nulla hanno a che vedere con la libertà non solo d’espressione, ma più in generale delle scelte di vita, ma che anzi ne rappresentano la negazione perché tali politiche costituiscono  strumenti  coercitivi di produzione sociale,   dispositivi governamentali a servizio dello stato neoliberale.

E se non bastasse il racconto  di chi era presente il 29 marzo a riaffermare il proprio diritto ad esistere oltre i dispositivi della governance neoliberale è lo stesso video citato dai firmatari dell’interrogazione a svelare il grado insopportabile di menzogna che fonda un atto di accusa del tutto pretestuoso. A questo si aggiunge il ridicolo quando si considera che ieri, nella paventata contro-manifestazione per la veglia perugina del 7 giugno, i/le temibil* provocator* erano una decina di persone armate di tutù e parrucche colorate, cui è stato impedito anche di raggiungere la piazza per un flashmob, una piazza presidiata da  un numero spropositato di sentinelle clerico-fasciste e di tutori dell’ordine. Chi, allora, vuole impedire a chi di esprimersi?

La capacità, delle Sentinelle e di chi le sostiene, di appropriarsi della realtà per  mistificarla, costruendo narrazioni a rovescio è pericolosamente straordinaria, di quello straordinario ambivalente, che appartiene alla categoria del deinòs, perché è una straordinarietà che ha una valenza pericolosamente distruttiva. Risulta allora chiaro che le dinamiche puramente contrappositive, di azione/reazione, non solo non funzionano, ma sono controproducenti, perché, come l’interrogazione parlamentare dimostra, possono offrire ai clerico-fascisti  succulente occasioni su un piatto d’oro per rafforzare la costruzione del proprio discorso e invocare ulteriori misure repressive, arricchendo l’armamentario di cui disporre a fronte di ogni seppur minima manifestazione di dissenso, in questo come in altri contesti. Nessun@ di noi ha in mano le chiavi del successo,  soluzioni precofenzionate buone per ogni occasione, né ricette facili da vantare. Molto probabilmente non esistono né ricette facili, né soluzioni definitive  in una società liquida, mutevole, frammentata, dove tutto viene catturato, riassorbito, manipolato, rovesciato nel suo contrario e usato come arma alla bisogna. Proprio per questo, urgono  riflessioni ampie e approfondite, costantemente in divenire, che si confrontino senza paranoia con la complessità del presente e che non abbiano paura di affrontare una sana e lucida autocritica allo scopo di elaborare pratiche attive e non solo reattive, rimodellabili e rinegoziabili ogni volta in base alle circostanze, capaci di sottrarsi ai tentativi di cattura e di ribaltamento in pretesti per inasprire i meccanismi della repressione, insieme a quelli della ri-produzione di norme sociali. Impresa ardua, certo, ma da cui non si può prescindere – e che ovviamente non si ha la pretesa di esaurire qui – se non si vogliono consegnare altre piazze in mano ai clerico-fascisti, accontentadosi dei cantucci da cui continuare a ripetere NO, mentre sulle nostre teste e con i nostri corpi si consumano passaggi di potere di cui non afferriamo esattamente né il senso, né la direzione.

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4 Risposte

  1. Il fatto é.. che se i “provocatori” non esistono li organizzano o se non lo fanno ancora lo faranno. La storia é vecchia ma si ripete costantemente.

  2. Non sempre, ma in alcuni casi sì, in quello di Perugia sicuramente, perché la seconda veglia e relativa contestazione hanno avuto il risultato di aiutare la campagna elettorale del candidato sindaco di destra, che il giorno dopo ha riportato una vittoria sensazionale per la prima volta nella storia. Contestator@ attes@ per alimentare una campagna elettorale costruita su razzismo, securitarismo e difesa della famiglia tradizionale. Se non ci fossero stati violent@ provocator@ intollerant@, li avrebbero dovuti inventare per invocare la necessità di ritorno ad un ordine “naturale e sereno” contro la minaccia di sovversiv@. Li stavano aspettando a braccia aperte, gli devono un gran favore.

  3. IGNORARE le manifestazioni fatte dagli stessi ebeti che si girano l’Italia è l’unico modo di smontarle….

  4. […] L’interrogazione parlamentare sugli “attacchi” alle Sentinelle in piedi. Qualche riflessione |…. […]

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