In ricordo di Clément Méric e delle sue lotte

mort antifa

Il 5 giugno dello scorso anno, Clément Méric, giovane studente antifascista francese, viene picchiato a morte da un gruppo di naziskin in una strada di Parigi. Vogliamo ricordarlo attraverso la traduzione di un suo breve ritratto, pubblicato qualche mese dopo la sua morte da Alternative Libertaire, scritto da uno dei suoi compagni di Solidaires-Étudiant-e-s, sindacato studentesco in cui aveva deciso di militare. Qui l’articolo in francese

Ami, si tu tombes un ami sort de l’ombre à ta place
(amico, se tu cadi, un amico esce dall’ombra al tuo posto)
Anna e Giovanna del Laboratorio Le Antigoni

clement

Ritratto: Clément Méric e le sue lotte

Clément Méric era un militante esemplare, nelle sue posizioni politiche così come nelle sue pratiche concrete e quotidiane. Uno dei suoi compagni di Solidaires- Étudiant-e-s traccia il ritratto del suo impegno.
Lo scorso 5 giugno, il nosto compagno Clément Méric è morto, colpito in pieno volto da alcuni militanti di estrema destra. La sua morte affligge tutte e tutti noi e ci servirà ancora del tempo per riuscire a esprimere tutta la rabbia e il dolore. Clément era un compagno, con tutta la profondità politica ed emotiva che ricopre questo termine. La sua morte è risuonata nei quattro angoli del mondo, dove il suo nome è comparso sui muri accanto alla scritta «ni oublie, ni pardon»: nè oblio, nè perdono. Condivideva con le compagne e i compagni di Alternative libertaire molte delle sue lotte, che fossero in seno a Solidaires o all’Azione antifascista Paris-Banlieue. É anche per questo che abbiamo deciso di scrivere qualche parola su questo giornale.

Lui non transigeva

Veniva da «Brest la Rossa», dove aveva compiuto i suoi primi passi nei movimenti liceali. Nell’ambiente militante asettico di Scienze Politiche di Parigi, che non brilla nè per la sua apertura verso l’esterno nè per la sua radicalità, Clément si era rivolto verso Solidaires Étudiant-e-s. Lui che si era presentato come un militante CNT aveva il sindacalismo rivoluzionario nel sangue. Era convinto, non soltanto della necessità della lotta, ma della necessità auto-organizzazione, e il suo discorso si staccava dalla retorica prefabbricata dei militanti di cartone e degli apprendisti burocrati che vanno su e giù per i corridoi di questo palazzo.
Clément aveva un’etica libertaria, ripudiava tutti i corporativismi e tutti gli opportunismi. Non militava per occupare la scena o per manipolare dietro le quinte. Clément era antifascista. Guardiano infaticabile, lui non transigeva. Né verso l’estrema destra, né verso le sue idee, in una scuola dove il provincialismo conduce a volte la sinistra propriamente detta a dare del tu alla destra più reazionaria, con compiacenza, in nome del dibattito di idee. Clément era, inoltre, antispecista: ed è con intento informativo che difendeva il suo punto di vista sull’antiproduttivismo o sulla causa animale, anche quando noi ci mostravamo scettici, ironici e, a dire il vero, ignoranti. Al di là della sua personalità interessante, noi amavamo Clément Méric perché non era né dogmatico, né settario.

Né dogmatico, né settario

Ammetteva le sue contraddizioni senza risparmiare quelle degli altri. Appassionato di musica jamaicana e dalla cultura che caratterizza il militantismo antifascista, aveva fatto la scelta tra la musica, le trincee e le lotte politiche, mostrandosi sempre critico verso atteggiamenti virili o inutilmente aggressivi. Con molto piacere invitata i suoi amici e le sue amiche nel suo universo, quando mostrava i suoi vinili di rockstready o di early soul per le/gli abituali del Saint-Sauveur a Menilmontant.
Attraverso queste poche parole, vogliamo ringraziare tutte le militanti e tutti i militanti che hanno testimoniato la loro solidarietà scendendo in strada in memoria di Clément e contro l’estrema destra. Antifascismo, anticapitalismo, antispecismo, antirazzismo, antisessismo…Clément non era per noi soltanto un essere astratto su cui applicare queste parole. Era un compagno e un amico la cui pratica militante era concreta, permanente e sempre coerente. La maniera in cui militava, la sua maniera di essere con i suoi compagni e amici deve essere ricordata tanto quanto ciò per cui lui militava.

Pierre, pour Solidaires Étudiant-e-s Sciences po

via fascisti anche dalle fogne

 

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